martedì 12 maggio 2026

Una stagione da ricordare

 

Ci sono stagioni che si ricordano per un trofeo, altre, invece, restano dentro per il percorso umano, per le difficoltà affrontate insieme e per la forza con cui un gruppo riesce a rialzarsi.
Quella del Real Dragone è stata esattamente così.

Un’annata lunga, intensa, piena di ostacoli, ma anche di crescita, appartenenza e orgoglio. Una stagione iniziata con tanti cambiamenti: una rosa giovane, diversi nuovi innesti arrivati da varie zone dell’Appennino, giocatori esperti chiamati a dare continuità e una nuova guida tecnica, con idee e sistemi di gioco completamente diversi rispetto al passato.

L’avvio, però, è stato estremamente complicato.
L’ambientamento non è stato semplice e i risultati hanno faticato ad arrivare. Con il passare delle settimane la situazione si è fatta sempre più difficile, fino ad arrivare a metà stagione in una posizione di classifica molto pesante: ultimi, con pochi punti raccolti e reduci da alcune sconfitte dolorose. Sembrava una situazione quasi compromessa.

Poi, però, qualcosa è cambiato.

Dopo le dimissioni del mister, il gruppo ha saputo reagire. In un momento delicatissimo, tante persone si sono messe a disposizione per aiutare la squadra a ripartire. Un ruolo fondamentale lo hanno avuto mister Simonetti, mister Casini e mister Ranucci: Robby, Mario e Checco hanno saputo ricreare serenità, entusiasmo e fiducia, permettendo al gruppo di ripartire praticamente da zero.

E poi ci sono i ragazzi... nei momenti più difficili nessuno ha mollato. Nessuno si è disunito. Nessuno ha smesso di crederci. La squadra ha continuato ad allenarsi con serietà, affrontando ogni problema insieme, da vero gruppo. Ed è proprio lì che sono emersi i valori umani di questo spogliatoio, prima ancora di quelli calcistici.


Con il lavoro quotidiano, la calma e la voglia di migliorare, il Real Dragone ha iniziato lentamente a risalire la classifica. Punto dopo punto, partita dopo partita, arrivando a ottenere risultati importanti anche su campi dove pochi avrebbero immaginato di fare risultato.

La squadra ha ritrovato fiducia, identità e solidità.

Fino ad arrivare allo spareggio play-out, un traguardo che solo pochi mesi prima sembrava impensabile.

Nei play-out il Real ha disputato due gare di grande maturità: una vittoria sfumata all’ultimo minuto nella gara d’andata e poi il successo conquistato ai supplementari nel ritorno, al termine di una prestazione seria, compatta e coraggiosa.

Una salvezza meritata.
Una salvezza costruita con il lavoro, il sacrificio e la forza del gruppo.

Durante l’anno non sono mancati problemi, infortuni, assenze e difficoltà personali. Ma ogni ostacolo è stato affrontato insieme, cercando sempre di aiutarsi a vicenda dentro e fuori dal campo. Ed è anche per questo che questa stagione resterà speciale.

Perché il Real Dragone non è soltanto una squadra di calcio.
È una realtà fatta di volontari, persone appassionate, famiglie, dirigenti, allenatori e ragazzi che dedicano tempo ed energie per tenere vivo qualcosa di importante per tutto il territorio.

Per questo il ringraziamento finale deve andare davvero a tutti.

Agli sponsor, che continuano a sostenere una realtà che da 13 anni porta avanti un progetto sportivo con oltre 100 tesserati tra settore giovanile e prima squadra.
A chi lavora dietro le quinte ogni giorno: chi prepara il campo, chi sistema gli spogliatoi, chi gestisce social, materiale sportivo, burocrazia e organizzazione.
Agli allenatori, ai collaboratori, a Erica come fisioterapista, a Francesco come preparatore, a Ercole nella gestione della prima squadra, ad Albi, Medio, Andri, Dave, Max, Dani, Mirko e a tutte le persone che hanno dato il proprio contributo durante l’anno.

Questa salvezza appartiene a tutti.

E soprattutto appartiene a un gruppo di ragazzi che ha saputo rappresentare nel modo migliore i valori delle nostre vallate appenniniche: impegno, umiltà, spirito di sacrificio e voglia di stare insieme.

Grazie a tutti.
Forza Real Dragone.

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